Fusione e Unione : Vo.ci del silenzio


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… “Questo misero modo
tengon l’anime triste di coloro
che visser sanza infamia e sanza lodo”. (Dante A. Inferno III 34-36)

Tenere all’oscuro la cittadinanza su fatti che riguardano il proprio futuro non è serio. Attendere per convenienza l’ultimo minuto per informare la cittadinanza del loro destino non è leale. Affidare la cittadinanza alle “convenienze” di partito non è onesto.E questo non ci va giù Signor sindaco Morelli, di tempo ne ha avuto e ora si sta avvicinando la data fatidica del 15 Novembre scadenza naturale per decidere quale forma o assetto deve prendere il suo Comune, se in Unione o fusione.

Il tempo estivo che doveva essere un periodo di confronto e di riflessioni anche su questi temi, è stato speso dalla sua amministrazione, da quello che si è potuto notare, in un divertente” selfie familiare” per l’imbiancatura della scuola, anche se da fonti anonime sembra che abbia partecipato attivamente un solo assessore; dal divertente spostamento dei bidoni dell’autovelox da parte dall’altro assessore e alla stesura del regolamento dell’associazione dei VO.Ci marignanesi da parte della vicesindaco, forse per una conta dei possibili consensi ancora sicuri a favore della sua giunta e non ultimo dal suo silenzio /assenso.

Quando fa comodo, i cittadini vengono considerati “bancomat ” per le tasse comunali, ma quando è ora di metterli al centro di una scelta epocale che ridisegnerà tutta la Valconca, la loro vita e le vite delle generazioni future, ecco che ci si appresta a fare il gioco dello struzzo.

Meglio non decidere, semmai “farsi ” decidere; meglio affidarsi a qualcun altro che possa salvare la situazione e la faccia; se poi il tutto investe l’aspetto squisitamente dell’interesse e del tornaconto, con la possibilità di non sforare il patto di stabilità nel ballerino bilancio comunale, allora questo tutto, diventa opportunità politica.

La tecnica di salvataggio è quella del vendersi al miglior offerente perdendo di vista però che l’offerente a sua volta pensi ovviamente al proprio tornaconto e da offerente a offerente si diventa pedine della politica che ti colloca dove più le aggrada.

Così facendo caro Sindaco ha tradito non solo i cittadini tutti, ma il suo stesso elettorato per ben tre volte, senza nemmeno aspettate il ” canto del gallo”. Infatti non vi è traccia di idea di fusione nel suo programma elettorale con il quale si è fatto eleggere; sta scegliendo per loro, di non scegliere, senza nemmeno averli adeguatamente informati, atteggiamento tipico della vecchia politica che “usa”. Per ultimo, con la sua non scelta, sta spingendo all’obbligatorietà della loro scelta: buttarsi per forza verso Cattolica .

Si ricordi che Dante nella sua Divina Commedia fu sprezzante riguardo agli ignavi ai pigri ai passacarte a ” Coloro che mai furono vivi ” che non hanno mai agito né nel bene né nel male, senza mai osare, avere una idea propria, ma limitandosi ad adeguarsi sempre a quella del più forte!

Non sarebbe invece il caso di guardarsi attorno e vedere come altri sindaci stanno affrontando il problema ? Un esempio tra tutti, la sindaca di Gradara che sta difendendo il suo comune con le unghie e con i denti pur di non accettare una fusione per incorporazione, calata dall’alto, che lo porterebbe a diventare uno sperduto sobborgo del pesarese, dichiarando poi di guardare verso la Romagna per cercare nuove possibilità di unione dei servizi. Speriamo non guardi verso San Giovanni, rimarrebbe semplicemente delusa nel vedere buttar via così tanto potenziale economico industriale logistico e turistico.

Il condizionale è d’obbligo, ma sembra che lei abbia dichiarato, così leggiamo nell’articolo del coordinamento M5S della Valconca, che le piacerebbe fare delle convenzioni turistiche con la nostra Valle, pur restando per la fusione di servizi con Cattolica.

Peró la politica del “piacere a tutti” porta inevitabilmente a scontentare tutti, in primis i suoi cittadini!

Come riesca poi a conciliare, ad esempio, l’ultimo suo Decreto il n° 7 del 11/09/2015 che ha per oggetto anche la valorizzazione dell’identità marignanese, con la sua scelta di fusione per incorporazione con Cattolica, ci risulta una semplice contraddizione in termini !

È vero che si arriverà forse alla fusione nel 2019, ma quello che è stato deciso ora, a livello di riordino, non è reversibile, come ben saprà.

Come direbbe il buon Manzoni :“Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”, allora signor sindaco abbia almeno il buon gusto di lasciar decidere a chi ha coraggio e ha a cuore l’identità marignanese : i suoi stessi cittadini.

L’INNOMINATO!

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