SCATOLE VUOTE…O FORSE NO.

scatole-vuoteLa Segretaria del PD marignanese ha definito le “ex” Province “scatole vuote” ma ha anche dichiarato che il 18 dicembre andrà convintamente a votare per il rinnovo dei consiglieri provinciali. Cosa che a noi cittadini è preclusa. (il riferimento a quello che potrebbe accadere per il Senato è voluto).LE COMPETENZE?

Le province sono state abolite, forse no, quasi. La cosa certa è che ad oggi, dopo oltre due anni dalla famosa legge Delrio l’abolizione del province non ha portato quel drastico taglio dei costi promesso, ma un molto caos a livello organizzativo, con deleghe che vanno e vengono tra province, regioni e città metropolitane (enti che svolgono le funzioni delle province e se ne accollano personale e debiti pregressi e per le quali noi cittadini non voteremo), con il risultato che spesso i cittadini non sanno più chi è il proprio interlocutore su un tema o su l’altro.

La legge Delrio sulle province e il nuovo quadro di enti territoriali presenti, (regioni, province, comuni, unioni di comuni e città metropolitane) rende davvero difficile per cittadini e imprese capire chi fa cosa, a chi chiedere un permesso, a chi rivolgersi per un determinato problema.

Se la legge per il riordino delle province voleva essere l’occasione per semplificare il rapporto tra istituzioni e cittadini e velocizzare alcuni passaggi burocratici, a due anni dalla sua approvazione, sembra essere un’occasione mancata. Il capitolo più controverso della legge sulle province è quello legato ai costi.

I COSTI?

A fronte di un COSTO di circa 2 MILIARDI di euro per il riordino delle province e di un risparmio previsto di 1 miliardo, il risparmio ottenuto sarebbe di 32 milioni di euro per le indennità degli amministratori, 78 milioni di spese per far funzionare la macchina provinciale. Ma il grosso delle risorse, circa 10 miliardi di euro resteranno a carico della collettività perché sono i soldi destinati ai servizi essenziali. La ragioneria di Stato ha pubblicato tutti i dati relativi ai pagamenti a carico del bilancio dello Stato: nel 2015 le province italiane hanno incassato un miliardo di euro erogato direttamente dallo Stato.

Riassumendo, quindi, a oltre due anni dall’approvazione della legge per il riordino delle province, il quadro burocratico è molto confuso e i cittadini non hanno ancora capito chi fa cosa; I VERTICI DI CONTROLLO dei nuovi organi NON SONO PIU’ ELETTI DAI CITTADINI, ma scelti dalla politica; i risparmi sono ancora molto contenuti, lontani anni luce dall’essere aboliti, così come le province.

@LoZioTom