Lassu’ dove non osano i piccioni

Dopo l’edizione dei record della 31° edizione della Festa delle Streghe, ovviamente autocertificata, dopo il non incendio sulla sommità della Torre Civica e già su questo si potrebbe parlare per ore, anche alla luce dei recenti articoli modello: “incendio?! Ma quale incendio? Dove?” apparsi sulla stampa locale (se si fosse sospettosi verrebbe da chiedersi perché tutto questo depistaste, minimizzare…), il post festa non manca di riservare sorprese e materiale su cui riflettere.

Oggi parliamo di guano e per la precisione di guano di piccione. Dalle immagini si possono ammirare tre stampe che saranno ben costate 400/500 euro, perfettamente imbrattate dai “ricordini” dei suddetti volatili che ivi sulla sommità trovano ristoro e supporto per le loro deiezioni. Non c’è che dire, un’ottima immagine che la Porta della Valconca riserva ai fruitori di tal beltade. Quanta vede virtù, quanta beltade Chi gli occhi mira. (Petrarca canz. 6. 8)

Naturalmente la colpa è dei piccioni, mica si vorrà far cadere la responsabilità (almeno morale) su chi abbia avuto questo lampo di genio nel collocare quelle opere d’arte fotografica in quel  preciso punto, non pensando che quei dolci pennuti l’avrebbero eletta a loro latrina personale.

Le malelingue nonché spesso difensori (dis)interessati di queste imbarazzanti  situazioni avranno sicuramente da ridire su queste “monotone” osservazioni, ma qualcuno comincia a dubitare se sia utile spendere soldi pubblici che alla fine producono questo risultato.

@Cattivik

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