L’ALTERNANZA DAL ROSSO AL VERDE

La situazione politica che si sta configurando richiede qualche ragionamento perché i sognatori non prendano il sopravvento. E facciano passare per certo ciò che in realtà è solo nelle speranze di una buona parte degli elettori della Regione Emilia Romagna. Nel senso che l’alternanza alla maggioranza di Sx in questa Regione è tutt’altro che scontata. Chi pensa invece che l’estromissione del Presidente in carica sia solo questione di tempo, pecca di ingenuità.

Non è un problema di fissazione della data delle elezioni regionali. È vero: la Sx, sperando in una prossima crisi del Governo centrale, tenta di rinviarle da novembre 2019 a gennaio 2020, possibilità prevista dalle legge elettorale in vigore, ma di fatto è una questione di vite o di morte di un consolidato sistema. Un sistema di governo, di potere, di clientele, di relazioni economiche, di rapporti politici racchiusi in tante scatole cinesi che si chiamano associazioni, unità sanitarie, sindacati, cooperative, imprese, gruppi e società interessate alla contiguità con chi comanda e gestisce delibere cioè decisioni. Avere in mente questi concetti significa non sbandare sull’olio dei facili entusiasmi e stare con i piedi per terra. Significa ragionare sul fatto che sarà più difficile ottenere il risultato dell’alternanza con un traino egemonizzato dalla Lega. Partito ormai pigliatutto, forte nella sua astuta leadership nazionale, ma estremamente fragile nei territori della Regione.

Debole nelle sue rappresentanze locali, inesperto salvo rarissimi casi nei suoi profili amministrativi, contrastato quando non bandito da voci ancora autorevoli provenienti dai pulpiti di numerose realtà ecclesiali. Ed oltre alla Lega nel centro dx molto non è rimasto. Forza Italia appare quasi un ectoplasma ed è sufficiente constatare l’inoperosità propositiva ed oppositiva degli eletti di quel partito, per esempio in provincia di Rimini, per poter affermare che dai berlusconiani romagnolizzati al massimo ci si può attendere qualche spiritosa battuta di carattere calcistico, mai prese di posizione dal sapore squisitamente politico e in grado di mettere in seria difficoltà gli avversari di Sx. Del resto non si spiegherebbero altrimenti le ragioni delle ripetute delusioni amministrative nel Comune di Rimini dove un fumantino candidato di sx tutt’altro che irresistibile, è riuscito, anche con la pelosa desistenza del M5s, a farsi eleggere sindaco nelle due ultime tornate elettorali.

Né l’impasse di un percorso legale che riguarda alcuni amministratori in carica, soprattutto di Sx, in relazione alla Società Aeradria che con il suo fallimento ha vaporizzato diverse decine di milioni di euro pubblici (cioè di tutti), senza che si alzasse un alito di protesta proveniente dai partiti dell’eterna opposizione. Dunque da Forza Italia non attendetevi segni di vitalità, almeno fino a quando sarà incarnata da coloro che oggi la rappresentano. Fratelli d’Italia, cioè la Meloni nazionale, è un soggetto politico conosciuto dai nostalgici, assolutamente incapace di fare la differenza in questa Regione. Il M5stelle potrebbe rappresentare il soggetto politico capace di sparigliare le carte. Tuttavia dubito che intenda fare sul serio, potrebbe comportarsi come in altre importanti competizioni elettorali: incespicando sui propri regolamenti, sui curriculum dei propri iscritti, sugli algoritmi della piattaforma Rosseau. Dunque favorendo di fatto la Sx!

Ecco, basterebbe fermarsi qui per confermare l’incipit iniziale. Non dare per scontata la possibilità di alternanza all’attuale sistema di potere sostenuto dallo zoccolo comunista di antica memoria che, chiaramente, è tuttora la mentalità di coloro che contano ai vertici dell’Emilia Romagna. Solo con una consapevolezza da grande partito, perciò inclusiva e non egemonizzante, la Lega potrà sperare in una vittoria elettorale in questa Regione. Che comporterebbe un cataclisma di portata inaduita anche nel sistema politico nazionale. Ma per ottenere l’alternanza nella presidenza della Regione Emilia Romagna serve una candidatura di grande spessore, di riconosciuta caratura politica e amministrativa, capace di intercettare realtà non compromesse con la politica del passato. Insomma un volto nuovo, presentabile, pulito! Per il momento non se ne vedono all’orizzonte. Però si può sperare in una schiarita.

Don Camillo