La Cena dei …… compagni

Siamo sinceri.

L’onorevole Jacopo Morrone non ha mai brillato per ingegno ed acume politico. È un altro di quelli che casualmente si è trovato al momento giusto nel posto giusto. Da ragazzotto di provincia, 10 anni fa più o meno, ha abbracciato la “fede bossiana” e agganciato alla corrente di Bobo Maroni è rimasto fedele al capo “anche quando le cose per la Lega si erano messe male”. Passato indenne alle “scope” di Salvini, Morrone per mancanza di competitori e per le “amicizie romane” ha persino vissuto la gloria del governo rivestendo la carica di sottosegretario alla giustizia con Conte. In quel ruolo poteva sollecitare interventi volti a fare chiarezza su tanti misteri della nostra città “ad esempio sulla vicenda AERADRIA” e su tutte quelle storie strane attorno al ruolo di “facilitatore “di Mirco Ragazzi persona che pare vicino al presidente Bonaccini. Al contrario egli ha preferito starsene ben lontano.

Ha continuato la sua vita politica grigia e scialba per non dare fastidio a chi veramente comanda in regione e cioè il PD ed ai vari interessi ad esso collegati. Insomma si limita a far finta di mostrare i “denti” per poi andare a braccetto con i tanti vituperati compagni. Ne è riprova la famosa “cena di Montefiore”. È stato proprio quest’ultimo sodalizio culinario consumato insieme al vicesindaco Taini e alla giunta, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ricordiamo che la ex sindaco leghista Vally Cipriani è stata fatta fuori senza tanti complimenti e il segretario regionale si è guardato bene dall’impegnarsi più di tanto in favore della ex sindaco di Montefiore. Taini in più occasioni ha rivolto parole ingiuriose al limite della denuncia nei confronti di Salvini e degli ex amministratori leghisti del comune della val Conca. Per cui risulta alquanto strano “l’affetto” dimostrato da Morrone e dall’onorevole “bagnina” Raffaelli nel corso della famosa cena con gli amministratori para piddini di Montefiore.

L’area “maroniana” ha tirato troppo la corda. Per cui i “salviniani” hanno cominciato finalmente a ribellarsi ed a prendere le distanze dalla stupida dittatura del forlivese.

Tanti esponenti del leghismo romagnolo hanno denunciato la figuraccia fatta da Morrone e dalla Raffaelli. La più arrabbiata è la Vally Cipriani. Ma parole dure contro l’operato di Morrone sono state espresse dall’onorevole Gianni Tonelli, dal consigliere regionale Matteo Montevecchi, dai faentini Andrea Liverani e Simone Carapia, da Padovani, dall’imolese consigliera Serena Bugani, dal consigliere di Sant’Arcangelo di Romagna Gabriele Stanchini, dal consigliere di Ravenna Gianfilippo Nicola Ronaldo e per ultimo dal consigliere di Rimini Carlo Grotti.

Gli onorevoli Morrone e Raffaelli hanno miserevolmente cercato di minimizzare la gravità politica del loro gesto. Gli altri invece sperano che i “boatos “nati attorno alla famosa cena giungano in qualche modo all’orecchio di Salvini il quale finalmente ha l’occasione di prendere adeguati provvedimenti nei confronti dei 2 “personaggetti”.

Forse così si aprirà all’interno della Lega una nuova fase che la porterà a preparare seriamente le elezioni per il rinnovo del sindaco di Rimini. Le promesse ci sono tutte. Però la sostituzione di Morrone dal ruolo di segretario della Lega Romagna, a questo punto, è il passaggio fondamentale.

Quinto Orazio Flacco