Quale futuro?

A San Giovanni come la pensano i due candidati Sindaci in merito alla questione “nuove aree commerciali” ? Di uno probabilmente lo sappiamo già visto che la proposta, da parte di privati, di nuovi spazi commerciali di medie/grandi dimensioni piano piano sta avanzando (vietato chiamarlo centro commerciale visto che tecnicamente non lo è, ma solo tecnicamente..). Da parte dell’altro candidato invece, ancora nessun punto di vista espresso su come debba essere sviluppata quell’area nei pressi del casello autostradale. Sarebbe importante sapere se i due candidati sindaci ragionino ancora secondo i vecchi schemi di sviluppo modello “gioco SimCity”, aree commerciali quindi, strutture commerciali di medie/grandi dimensioni, o se ci possa essere finalmente una visione politica di ampio respiro che guardi oltre i confini provinciali e soprattutto al futuro. Non un commercio 1.0 ma una produzione 5.0.

@ilsofista

 

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Dalla Terza lettera al sindaco Morelli e ai Marignanesi

Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all’assemblea; e se non ascolterà neanche l’assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano. (MT. 18,15-17).

Ci ritroviamo ancora una volta a dover chiedere con una lettera aperta, la terza precisamente, al Sindaco Morelli di San Giovanni in Marignano, cosa voglia farne del futuro del suo paese, in quanto la politica locale ha già dettato i suoi risultati.  A Cattolica  ha vinto il Movimento 5 stelle sotto la guida di Gennari, che a sorpresa poco più di un mese fa, ha revocato la convenzione con il corpo di polizia urbana con Riccione, Misano e Coriano.

Ora viene da chiedersi: ma che fine farà il progetto di fusione con Cattolica? Ricordiamo  che proprio un  anno esatto fa, l’ex segretario del PD locale aveva dichiarato di andare a tutto gas  con la fusione per incorporazione  con la sorella balneare, vista la divisione del territorio  perpetrata ad hoc dalla Regione, per compiacere le brame di campanile dei sindaci monocolore PD romagnoli, in cui San Giovanni rimaneva esclusa addirittura dalla sua posizione naturale come “porta della Valconca”, per gettarla obbligatoriamente nelle braccia cattolichine.

Ma ora che si fa ? E la  voce accantonata dalla giunta  per lo studio di fattibilità per tale ardita fusione potrebbe essere usata i per rivedere San Giovanni  anche in Unione ? Meglio non decidere? Meglio affidarsi a qualcun altro che possa salvare la situazione e la faccia? Se poi il tutto investe l’aspetto squisitamente dell’interesse e del tornaconto, con la possibilità di non sforare il patto di stabilità nel ballerino bilancio comunale, allora questo tutto, rischia di diventare opportunità politica.

Ad esempio il  Movimento 5 stelle marignanese  le aveva più volte esplicitato i vantaggi dell’Unione nell’ambito della Valconca, così da ottenere lo stesso un risparmio considerevole di costi perché  proveniente dall’economia di scala. Tra l’altro  era una proposta avanzata dal  nostro blog già da tempo. Il Comune di San Giovanni in Marignano dentro l’Unione con i comuni della Valconca così da mantenere una sua autonomia nell’unità visto le risorse che ha tale territorialità, sembra quella piu’ sensata, nell’interesse dei marignanesi e dell’intero territorio della Valconca.

Basta guardare , all’insediamento industriale da un lato ( non come la chiama lei ” zona artigianale”) che assieme a quello di Morciano e San Clemente possiede tutte le caratteristiche, di un vero Polo Industriale, oppure , alla capacità di gestire la richiesta turistica dell’entroterra che è ben diversa da quella più a carattere balneare che può accomunare decisamente più i Comuni come Cattolica con Riccione e Misano. Ma la sensazione che percepiamo sembra quella che, lei con  la sua giunta stia brancolando nel buio e il destino di San Giovanni ci risulta ancora una volta sconosciuto.

Come riuscirà a  conciliare poi il suo Decreto n° 7 del 11/09/2015 che ha per oggetto anche la valorizzazione dell’identità marignanese, con la sua ancora fumosa scelta di fusione? Con il suo silenzio verso la cittadinanza caro Sindaco,  sta tradendo  non solo i cittadini tutti, ma il suo stesso elettorato in  quanto non vi è traccia di idea di fusione nel suo programma elettorale con il quale si è fatto eleggere e con il suo silenzio sta scegliendo per loro, di non scegliere, senza nemmeno averli adeguatamente informati. Pensiamo sia giunta l’ora di prendere in mano la gestione del paesello, ma soprattutto prendere in mano il rapporto con la cittadinanza, con  un confronto diretto dove si possono mettere sul piatto costi e benefici sulle due possibili alternative per il bene della cittadinanza:  unione o fusione? Inoltre, dato il cambio di ”gestione” di Cattolica, non sarebbe anche ora di pubblicizzare il progetto (sempre che ce ne sia uno dietro)  e di aprire un tavolo di confronto con la minoranza politica  marignanese a 5 stelle che sia da  ponte per un dialogo con la maggioranza cattolichina anch’essa pentastellata?

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? (Fino a quando, Catilina, continuerai ad abusare della nostra pazienza?)

Il TEOLOGO

 

È caduto dal ” compartone”

(Tratto da SalvaRimini del 5-01-2016)
P.S. Lode ai ragazzi del Movimento in Valconca i 5 Stelle crescono.